Fiorucci

Prosciutti Cotti

La qualità della tradizione

Gli antichi Romani furono I primi a cuocere la coscia di maiale con abbondanza di fichi secchi e foglie di alloro per poi rivestirla di miele. Nel corso della storia divenne, sempre più, un cibo prelibato degno delle tavole dei signori, come quelle degli Sforza, del Vaticano e dei Gonzaga. Una curiosità interessante.

La bontà di questo prodotto era tale che già nel 1880 guadagnò l’attenzione ed il pennello di Edouard Manet, autore di una natura morta con prosciutto, dove troneggia il salume. La lavorazione inizia sezionando, sgrassando e disossando il prodotto. Segue un massaggio per favorire l’assorbimento degli aromi: sale, pepe, alloro e ginepro.

La cottura si svolge dentro uno stampo in un forno a vapore, fino alla temperatura di 70°C. A questo punto, il prosciutto cotto viene raffreddato nelle celle frigorifere prima della toelettatura, che ne pareggia la forma ripulendolo dalla cotenna e dalle impurità. Segue poi la fase della pastorizzazione, che ne garantisce la conservabilità, e del successivo confezionamento.

Morbido, dolce e vellutato al taglio il prosciutto cotto ha un colore rosa con grasso tendente al bianco. un profumo delicato ed un gusto dolce ed aromatico.